Don’t trust the smiling penguin

27 October, 2009

Ritorno in montagna

Filed under: Montagna — Giskard @ 20:00

Improvvisamente mi sono reso conto che era più di un anno che non andavo in montagna. Non dico uscite in mountainbike o scorrazzate in moto, ma proprio escursioni a perdersi nella natura montana. Sarà che è stato un anno particolare, ma ora che molte decisioni sono state prese, mi sento più leggero, ed improvvisamente mi è tornata la voglia di fare escusioni.

E allora subito un giorno di ferie, presa la prima cartina e scelgo una meta a caso. Cima d’Arzà, mai fatta. OK, si parte. Da Vigo di Ton parte il sentiero O510 che praticamente altro non è che una lunghissima forestale. Lungo il sentiero si incontrano un paio di baite, ma sennò non c’è molto altro da vedere se non qualche spettacolare scorcio sulla Val di Non e su Cima Roccapiana. Ma i colori dell’autunno valgono da soli l’ascesa. Stò bene, le gambe girano a dovere. Evidentemente andare a nuotare 2-3 volte a settimana serve a qualcosa.

Arrivo in cima e scopro che n0n è la cima! Infatti si arriva al Valico di Pra d’Arzà, dove l’O510 si interseca con altri sentieri, ma la salita alla cima non è indicata da nessuna parte, e dato che il tramonto non è lontano, decido di tornare indietro soddisfatto comunque dell’ascesa … mille metri dopo un anno è un buon inizio ^__^. Certo, la stagione escursionistica è quasi finita, ma con la neve all’orizzonte, qualcosa da fare si troverà comunque. E l’anno prossimo si torna a fare sul serio.

pra-darza

Ossequi,
Giskard

24 November, 2008

La prima neve

Filed under: Montagna, YouTube — Giskard @ 21:11

Oggi ci siamo svegliati con la prima neve in valle del 2008.
Di ottimo auspicio per una splendida stagione sciistica!! ^__^

Intanto ho scoperto dell’esistenza dei treni spazzaneve!

Ossequi,
Giskard

4 July, 2008

Traversata Cima Roccapiana

Filed under: Montagna — Giskard @ 21:14

Ormai mi mancavano solo un paio di sentieri per completare il versante Sud delle Cime di Vigo. Uno era l’O507 che sale da Rovere’ della Luna fino a Malga Craun, e il tratto dell’O500 che da Cima Roccapiana porta a Malga Bodrina. Quindi mi e’ subito balenata l’idea di una bella traversata salendo da Rovere’ della Luna fino a Cima Roccapiana per poi scendere dall’altro versante in Val di Non. Unico problema, i mezzi di trasporto. Per arrivare a Rovere’ della Luna ci sono solo un paio di corriere al giorno, quindi ho dovuto calcolare bene i tempi.

Sveglia presto (5:50) per prepararmi ed andare in auto fino a Mezzocorona, dove la parcheggio e attendo la corriere delle 7:00 che mi porta a Rovere’ della Luna (e’ l’unica della mattina!). Sceso dalla corriera, inizia subito la salita per superare il paese fino all’inizio del sentiero O507 che sale lungo il percorso del Rio dei Molini. Pochi minuti e subito compare la cima di giornata:

Il sole ancora non si vede, dato che la valle e’ molto chiusa e dunque procedo nel fresco della mattina. La prima parte della salita e’ una forestale, in parte asfaltata, che diventa un sentiero che sale fin quasi sotto le cime, per poi svoltare a sinistra verso la Craun. La salita alla malga si conclude in poco piu’ di 3 ore. Qui faccio il pieno di acqua e mi concedo un po’ di riposo.

Ora la salita a Cima Roccapiana. Rispetto a 18 mesi fa, l’ambiene e’ totalmente diverso e la cima si vede perfettamente. Anche il sentiero me lo ricordo bene, ed infatti risulta molto faticoso salire, anche se vedere la croce di vetta che si avvicina, aiuta a proseguire. In poco piu’ di 5 ore da quando sono partito, completo il dislivello di quasi 1600 metri e sono in cima. Stavolta il panorama e’ molto buono, anche se c’e’ qualche nuvola in lontananza, ma prima di godermelo appieno, sbrano un mega panino come pranzo. Ci voleva proprio.

Riparto dopo una ventina di minuti per percorrere il sentiero O500 verso la Malga Bodrina. Nulla di difficoltoso, ma piacevole, specie il primo pezzo in mezzo a degli alberelli che fanno sembrare il tracciato un po’ fuori dal tempo. Ma e’ solo una mia impressione.

Si giunge in breve tempo a Malga Bodrina, e qui si pone il dilemma di come scendere. Le opzioni sono 3: il sentiero O516, la strada forestale oppure l’O509 che scende a Vigo di Ton. Scartato l’ultimo perche’ mi porterebbe troppo fuori tracciato, e poi da li’ corriere per rientrare ce ne e’ una solo in tardo pomeriggio, consulto la cartina e decido di fare un mix tra le due opzioni rimanenti. Inizio scendendo tranquillamente per la forestale, che seppur molto pendente, non crea troppi problemi alle mie gambe ormai stanche. All’altezza di una panchina incrocio un’altra forestale che va verso Sud, mentre l’attuale prosegue verso Nord per Vigo di Ton. Il mio obiettivo e’ scendere ai Masi di Vigo, e quindi imbocco questa stradina finche’ non trovo le indicazioni per il sentiero O516. Con questo scendo di circa 300 metri, dove ricomincia un bel tratto di forestale. Proseguo su di essa, per poi riprendere il sentiero fino alla Baita Portolo. Da qui in poi evito il sentiero e proseguo su strada forestale fino ai Masi di Vigo. Quest’ultimo tratto e’ molto bello e non mi sembra neanche impossibile da fare in mountainbike.

Sceso al villaggio, il programma prevede di arrivare alla sottostante stazione della ferrovia Trento-Malè. Un altro paio di km in continua discesa e arrivo finalemte a sedermi in attesa del treno, che sopraggiunge in soli 10 minuti. Scendo alla fermata di Mezzocorona Borgata a riprendermi la macchina che mi riportera’ a casa.

Giornata molto bella e poco nuvolosa, ideale per un giro cosi’ impegnativo, con il quale ho completato tutti i sentieri del monte che mi interessavano. In compenso ho scoperto la forestale sopra i Masi di Vigo di cui ho parlato sopra, e ho anche addocchiato la strada che da Favogna scende a Rovere’ della Luna. Il tratto che ho percorso a piedi mi sembra fattibile, ma devo trovare informazioni sulla ciclabilita’ del pezzo superiore, anche se ad occhio direi che si puo’ fare.

Ossequi,
Giskard

10 May, 2008

Val dei Colleri

Filed under: Montagna — Giskard @ 16:42

Quasi 3 anni fa, durante la salita per il sentiero 602b, avevo incontrato un cartello con le indicazioni per la Val dei Colleri. Mi ero ripromesso di vedere dove portasse quel sentiero, per cui questa mattina ho deciso di scoprirlo. Parcheggiato la macchina sul colle San Pietro di Mezzolombardo, inizio il primo tratto del sentiero 602b fino al cartello di deviazione per Val dei Coleri (scritto con una elle sola, ma dovrebbe essere corretto con due). Da qui inizia un sentiero per lo piu’ in falsopiano che arriva praticamente alla localita’ la Rupe. Il sentiero, nonostante non abbia un numero identificativo (proporrei 602c 602d ^_^) e’ ben segnato dai classici simboli bianco/rossi sella SAT. Arrivati sopra la Rupe, il sentiero inizia ad inerpicarsi su per la montagna, e ci sono alcuni tratti in cui servono entrambe le mani per arrampicarsi. Niente di che, solo che ci vuole un minimo di intuito per capire dove appigliarsi. Passato questo tratto un po’ impegnativo, il sentiero prosegue nel bosco, e qui l’orientamento non e’ facilissimo, dato che i segni sugli alberi non sono tantissimi, ma facendo un po’ di attenzione, si puo’ proseguire nella tranquillita’ di questo ambiente. Poco dopo, si arriva ad una ampia forestale che risale la parte finale della montagna. In seguito si arriva ad un bivio, dal quale si puo’ proseguire per Fai della Paganella lungo la stessa forestale, oppure, come ho fatto io, scendere verso il sentiero 602b dal quale si rientra a Mezzolombardo.

In definitiva si tratta di un bel percorso, molto vario e suggestivo, specie per il fatto che e’ praticamente deserto dato che e’ poco frequentato (e poco conosciuto credo). Personalmente lo classificherei come EE (Escursionista Esperto) dato che il tratto di arrampicata va percorso con attenzione.

Di seguito ho disegnato il percorso in modo artigianale, giusto per farsene un idea, basandomi su una foto che avevo fatto dal Monte di Mezzocorona.

Ossequi,
Giskard

15 March, 2008

Fondo, fine stagione

Filed under: Montagna — Giskard @ 15:53

Direi che con oggi considero conclusa la mia prima vera stagione di sci di fondo. Negli anni passati avevo provato piu’ e piu’ volte, ma mai con continuita’. Quest’oggi sono salito come consuetudine alle Viote e mi sono cambiato senza neanche guardare la pista. Appena sono pronto per entrare, vedo che e’ tutta ghiacciata e spelacchiata, ma alla cassa mi dicono che e’ comunque percorribile. Vabbe’, pago e mi inoltro a piedi finche’ la pista non migliora, ma purtroppo e’ tutta una lastra di ghiaccio e gli sci non tengono nulla. OK, non voglio rischiare di farmi male, per cui saluto tutti e me ne torno a casa nonostante i soldi pagati per l’ingresso (li considero un bonus per come viene tenuta bene la pista).

Comunque sono soddisfatto di questa stagione; ho lasciato la tecnica libera per tornare alla tecnica classica e la scelta e’ stata azzeccata dato che mi sento molto a mio agio nei binari. Anche nelle discese, mio storico punto debole, sono migliorato e riesco a non cadere sempre come in passato. Il mio sogno e’ un giorno essere in grado di darmi anche allo sci alpinismo, ma finche’ non so’ andare in discesa, e’ inutile saper andare in salita. Ma chissa’ che prima o poi non ritenti …

In chiusura vorrei fare una considerazione: in Italia ci si lamenta sempre che non ci sono molti fondisiti che praticano la tecnica classica (come invece avviene nel Nord Europa). Mi sembra abbastanza chiaro che finche’ i binari saranno pieni di gente che pensano che essi siano solo per i principianti e se ne stanno li fermi in mezzo a chiacchierare (guardate che ci sono le piste apposite per imparare, che ho frequentato anch’io), o ci saranno i furbi che per stare di fianco “all’amico” mentre fanno skating sciano sui binari e li massacrano, beh sara’ difficile che la situazione migliori. Su dai, fate i bravi e non fate i soliti “italiani”. Grazie.

Ossequi,
Giskard

2 March, 2008

Panorama dal monte

Filed under: Montagna — Giskard @ 20:48

Ieri mattina ero in mezzo alle nuvole e al vento freddo, a fare sci di fondo in cima al Bondone, mentre oggi ero in maniche corte a salire quasi al caldo sul Monte di Mezzocorona. Devo ammettere che le gambe andavano molto bene, sia ieri dove i 12 Km li ho fatti molto bene, sia oggi dove ho fatto diciamo il mio miglior tempo “personale” salendo sul Monte.

Ma la cosa piu’ bella oggi era il magnifico panorama della Piana Rotaliana.

montepanorama.jpg

Ossequi,
Giskard

26 February, 2008

Viote

Filed under: Montagna — Giskard @ 18:29

Forse non e’ stata la miglior giornata per sciare (troppo caldo e neve molle), ma il panorama e’ sempre fantastico. Non ho ancora trovato un posto altrettanto bello come le Viote del Bondone.

viote.jpg

Ossequi,
Giskard

3 February, 2008

Che nel bosco mi addentrai

Filed under: Montagna — Giskard @ 18:19

Oggi mi sentivo veramente in forma, e allora dato che devo affinare la mia Tecnica Classica nello sci di fondo, salgo ad Andalo a fare qualche giro, tanto piu’ che voglio testare la mia nuova maglia da fondo appena acquistata. Il primo giro va via bene, anche se la pista non e’ al meglio: infatti alla prima discesa (ed anche unica degna di nota), lo sci esterno mi scappa fuori, e cosi’ fara’ per tutti e 4 i giri. Al secondo giro la pista inizia ad affollarsi di turisti impediti che stanno fermi nei binari come mongoloidi. Capisco che bisogna imparare, ma chissa’ perche’ quando imparavo io stavo ben attento a non intralciare nessuno. Allora decido di prenderla larga e mi inoltro per il pezzo di pista che sale nel bosco. Non l’avevo mai fatto questo giro e devo dire che il posto e’ molto bello. I binari un po’ meno dato che a volte spariscono, altre volte sono tracciati male, ma non pagando l’ingresso non ci si puo’ lamentare. I problemi arrivano quando trovo la prima rampa. Provo a salire per i binari, ma la fisica mi dice che non si puo’ (infatti mi domando a che servano i binari li … forse bisogna mettere le pelli di foca?). Vedo un altro sciatore a TC che arriva, ma appena vede il salitone, gira le code e torna indietro. Che fare? Proviamo! E allora un po’ a Tecnica Libera un po’ a spina di pesce inizio la risalita. Devo ammettere che e’ stato quasi divertente, e se le gambe reggono non ci sono problemi di sorta. Ma i problemi arrivano poi con la discesa, il mio tallone di achille. Dove trovo i cartelli “Discesa Pericolosa”, tolgo gli sci e scendo a piedi, mentre in altri punti provo lo spazzaneve (che non controllo ancora bene), ma in un paio di punti che mi sembravano facili, tento i binari e inciampo in paio di capitomboli niente male. Alla fine senza troppi problemi riesco a tornare al lago, dove mi concedo altri due giri superando i bradipi in mezzo alla pista. Ma del resto e’ domenica, e bisogna sopportarli (non ho detto sopprimerli … o forse si’?).

Ossequi,
Giskard

29 January, 2008

Fondo ad Andalo by night

Filed under: Montagna — Giskard @ 22:44

Ormai c’ho preso gusto ad andare ad Andalo a fare fondo. Da quando ho preso i miei nuovi sci da tecnica classica, mi sto’ riappassionando a questo sport. E allora volendo sfruttare ogni momento, ho iniziato ad andare ad Andalo dopo lavoro, dato che la pista intorno al lago e’ illuminata. La prima volta e’ stato stranissimo, pero’ mi ci sono trovato bene. Oggi invece ho capito che se durante il giorno fa molto caldo e poi la sera la temperatura scende verso lo zero, la pista’ sara’ una lastra di ghiaccio!!! Gia’ facevo fatica a mettere i bastoni nella neve da quanto era dura, ma poi i binari erano in molte parti sfaldati e in un paio di brevi discese ho peso lo sci esterno fuori dal binario e ho rischiato di cappottarmi. E poi in discesa ero velocissimo, ma in salita non tenevano nulla sul ghiaccio. Peccato, ho fatto solo un giro e poi mi son cambiato e son tornato a casa. Sara’ per un altra volta, ma intanto viste le previsioni meteo, per domani vado a farmi una nuotata rilassante in piscina!

Ossequi,
Giskard

1 January, 2008

Monte Mezzocorona-Longhe

Filed under: Montagna — Giskard @ 20:09

E per il secondo anno consecutivo, festeggio il primo giorno con una bella escursione! Stavolta niente di eccessivo come l’anno scorso, ma un bel giretto sul Monte di Mezzocorona. Partenza da casa verso le 8, mi dirigo a piedi a Mezzocorona e da li’ su per il classico sentiero di San Antonio. Mi sento un po’ fiacco, per cui salgo senza tirarmi il collo. Arrivato in cima, il piano prevede il ritorno dalla strada delle longhe, dato che in discesa non l’avevo mai fatta. Passate le varie baite e alberghi, trovo un cartello che dice strada chiusa, ma non esiste che qualcosa mi blocchi! E allora procedo tranquillamente fino al Bait dei Manzi e trovo solo qualche cantiere a lato strada. Inizia la discesa dalle Longhe e un po’ a zig zag mi fiondo in giu’. Incrocio un fuoristrada che sale e mi sorge una domanda: come fanno se si incrociano due auto su questa strada? Come fanno a fare manovre? Lo spazio e’ praticamente nullo e la pendenza incredibile. Vabbe’, in poco tempo scendo a valle e da li a casa. Giro piacevole e molto semplice. Ma ci voleva proprio!

stradalonghe.jpg

Ossequi,
Giskard

3 November, 2007

Monte Fausior

Filed under: Montagna — Giskard @ 18:26

A volte le escursioni piu’ belle ce le hai vicino a casa, e neanche lo sai! Visto il terzo giorno di fila con un cielo spettacolare, e dato che ho gia’ dato di moto e MTB, stavolta tocca ad una bella escursione: e allora via in macchina verso Fai, dove parcheggio al Santel e mi avvio per la forestale che sale al Monte Fausior. Molto bella e rilassante la strada, e arrivo facilmente alla Croce di Fai, da dove il panorama e’ veramente bello. Da qui proseguo con un altro escursionista con il quale faccio due chiacchiere, passando per i vari prati e baiti della zona (ho addocchiato anche il sentiero che porta alla Croce di Mezzolombardo, che pero’ tengo per un altra volta), e facilmente si ridiscende all’ingresso di Fai, e da li per il sentiero Ardito torno all’auto. Sicuramente da rifare quando si hanno solo poche ore per fare una piacevole passeggiata.

montefausior.jpg

Ossequi,
Giskard

5 September, 2007

Malga Spora

Filed under: Montagna — Giskard @ 18:08

Oggi vento e freddo, ma sembra comunque una bella giornata. In bici e in moto non si puo’ andare, resta solo da fare una bella escursione in montagna! Tanto basta vestirsi bene. E allora rispolvero una bella escursione che avevo fatto da bambino tanti anni fa (quasi una ventina) verso la Malga Spora nel gruppo del Brenta.

Parto attorno alle 8 da casa, mi fermo a Fai per far spesa di un paio di panini e cibarie varie, e non son neanche le 9 che gia’ parto da Andalo con lo zaino in spalla, su per il sentiero O301. Subito il sentiero appare bello erto, tanto che subito mi sega le gambe e proseguo con fatica. Il tutto prosegue abbastanza monotono finche’ non si arriva sotto il Piz Galin (lato Nord), da dove si iniza ad avere una bella visuale sulla valle dello Sporeggio. Poi si prosegue con una pendenza costante fino alla Malga Spora dove mi fermo a mangiare. Colpo di scena, la caviglia destra mi fa male di nuovo! Mapork! Memore del calvario della discesa dalla Malga Bodrina, decido di tornare subito indietro sui miei passi avendo gia’ raggiunto la mia meta (dove tra l’altro scendono alcuni fiocchi di neve!), anche se il giro che avevo studiato per il ritorno era piu’ lungo e panoramico. Sara’ per un altra volta. Comunque alla fine riesco a tornare alla macchina senza troppi problemi, anche se devo capire cosa causa queste infiammazioni improvvise (gli scarponi?).

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Ossequi,
Giskard

25 August, 2007

Malga Bodrina

Filed under: Montagna — Giskard @ 21:09

Stavolta si fa sul serio. Sveglia ore 6:30, per partire in direzione della Malga Bodrina direttamente a piedi da casa! Primo tratto pianeggiante fino alla Rocchetta, poi inizia la ripida salita alla Torre di Visione per il sentiero 516B. Arrivo abbastanza facilmente in cima, mi fermo un po’ a guardare il panorama e i turisti in colonna nelle loro sardine, che subito riparto.

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A dire il vero mi fa un po’ male la caviglia destra, che si infiamma improvvisamente, ma dato che il dolore va e viene, decido di proseguire. Il sentiero inizia ad essere abbastanza impegnativo, con alcuni tratti ripidi e altri con cordino di sicurezza (infatti e’ marcato EEA), ma tutti si passano via senza problemi. Si giunge a quota 1000 dove il sentiero si congiunge con il O516 che sale dai sottostanti Masi di Vigo, per proseguire verso la malga. Molto ripido e faticoso, ed in un paio di occasioni ho perso di vista il sentiero, dato che in alcuni punti non e’ molto battuto e le indicazioni della SAT sono a volte difficili da vedere (solo un paio di volte, per il resto sono perfette!).

Ma poco prima di arrivare alla malga, ecco che tutta la fatica viene ripagata abbondantemente: si esce sulla costa della montagna e appare tutta la Piana Rotaliana in tutto il suo splendore, con vista che spazia dalla Val di Cembra, al Bondone, Paganella e Brenta. Fenomenale. Fin da piccolo guardavo in su da casa e mi domandavo come sarebbe stato il panorama da in cima alle montagne che vedevo. Ora lo so’! ^__^

panorama.jpg

Riparto, ed in pochi minuti sono alla Malga Bodrina! Altro posto stupendo con visione su tutta la Val di Non e riesco anche a vedere il Pian della Nana che avevo fatto qualche mese fa.

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Breve riposo, saluto un paio di asine che sono uscite dalla stalla a salutarmi, e riparto per il sentiero 500 per scendere al Monte di Mezzocorona. Anche questo abbastanza impegnativo, ma comunque molto bello. Si sale ancora un po’ fino alla piazzola per l’atterraggio degli elicotteri a quota 1615 da dove il panorama e’ ancora piu’ ampio del precedente: si vede dal Catinaccio, al gruppo Sella, il Lagorai, il Bondone, la Paganella e il Brenta, il tutto con alle spalle la Cima Roccapiana a breve distanza.

Dopo la sosta panino, inizio la ripida discesa che mi porta fino al Baito Aiseli, ma purtroppo la caviglia comincia a farmi veramente male, e anche mettendoci il Voltaren, la discesa inizia ad essere difficoltosa. Comunque pian piano proseguo nella discesa fino al Plon, dove il sentiero interseca la strada che viene dalla Malga Craun. Da qui al Monte manca poco, e per fortuna li’ c’era la funivia che mi porta a valle. Altri 3 km a piedi e sono a casa. Giro lunghissimo e faticoso, ma di un bello inimmaginabile.

Ossequi,
Giskard

13 July, 2007

Val Saent, Rifugio Dorigoni

Filed under: Montagna — Giskard @ 21:05

Visto le splendide giornate di questa settimana, non ho resistito e preso un giorno di ferie, mi sveglio un po’ presto (6:30) e mi preparo per andare in Val di Rabbi. Obiettivo di oggi la Val Saent e poi il rifugio Dorigoni! Il viaggio in auto passa abbastanza velocemente, e prima di arrivare mi fermo alla Famiglia Cooperativa di San Bernardo di Rabbi a fare la spesa per il pranzo, dopodiche’ parcheggio alla fine della strada asfaltata, poco dopo le fonti di Rabbi.

Da qui inizia una forestale che tra pezzi sterrati e pezzi asfaltati, attraversa spettacolari baite una piu’ bella dell’altra, oltrepassa il parcheggio Coler (a pagamento! mi faccio ben 2km in piu’ a piedi!) e costeggiando il torrente Rabbi, arriva alla Malga Stablasolo (1539 mt.). Da qui inizia il sentiero che porta alle spettacolari cascate di Saent. A momenti sbagliavo percorso dato che il cartello che indica la strada e’ praticamente invisibile visto di fronte! Vabbe’, prendo il sentiero giusto che ben presto si inerpica fino alle due cascate, una piu’ bella dell’altra.

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Si prosegue poi per il sentiero 106 fino al Pra’ di Saent, spettacolare pianoro da dove si vede tutta la valle, che si attraversa facilmente sul falsopiano che porta alla Malga pra’ di Saent. Da qui lascio il sentiero 106, e inizio la salita per il sentiero denominato A01, o meglio noto come la Scalinata dei Larici Monumentali. Si tratta di una ripida salita che attraversa parecchi Larici di eta’ compresa tra i 300 e i 500 anni per poi ricollegarsi al sentiero 106.

valsaent.jpg

Ora inizia la salita che porta al Rifugio Dorigoni, che risale tutta la valle per poi girare a sinistra. La salita e’ un po’ impegnativa, ma senza grossi problemi (solo un piccolo serpentello marrone con righe nere, mi ha un attimo spaventato). Giunti in cima, la strada prosegue nuovamente in falsopiano fin sotto il rifugio, attraversando una splendida piana costellata di corsi d’acqua che si superano con delle semplici assi di legno. Ultimo strappo e sono al Rifugio Dorigoni a quota 2437 per un dislivello totale di 1180 metri.

rifugiodorigoni.jpg

Dopo un po’ di riposo e aver divorato un panino al prosciutto crudo, riparto per il lungo rientro, ma stavolta anziche’ il sentiero 106, prendo la deviazione per il sentiero 128. Praticamente costeggia la Val Saent sul lato destro orografico della valle, molto bello, ma anche molto sconnesso, per lo piu’ composto da sassi. Si arriva fino al Baito Campisol, da dove inizia il sentiero tutto in discesa che portera’ praticamente sopra le cascate, ovvero all’inizio del Pra’ di Saent. Da qui in poi si ridiscende per il sentiero 106 senza nessun problema, per poi finire di macinare i km fino alla macchina (quasi 20km in tutto!).

La giornata e’ stata splendida, sebbene il sole al pomeriggio si e’ un po’ nascosto dietro dei nuvoloni che in zona non mancano mai.

Ossequi,
Giskard

9 June, 2007

Monte Casale

Filed under: Montagna — Giskard @ 18:33

Avevo visto questo monte in una puntata di Girovando in Trentino (tanto per cambiare!), ed ero rimasto colpito dai prati verdi che si trovano in cima, e dallo spettacolare panorama sulla Valle dei Laghi. Cosi’ anche oggi sveglia presto alle 6:00, e sono partito in auto fino a Comano. Da qui inizia il sentiero 411 che in circa 2 ore e mezza mi portera’ in cima. Il sentiero si incrocia spesso con la strada forestale (inizialmente asfaltata) che porta fino in cima; volendo si puo’ salire da quest’ultima, ma si allunga di parecchio (io l’ha fatta a scendere, e’ lunga il doppio, ma si fa meta’ della fatica!).

Giunti in cima, il panorama e’ splendido. I prati verdi sono veramente spettacolari e anche il panorama merita. Comunque oggi le mie gambe andavano molto bene e la salita non mi e’ pesata piu’ di tanto. Ed e’ uno dei tracciati da ricordarsi per future uscite in MountainBike su sterrato!

Ossequi,
Giskard

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