Don’t trust the smiling penguin

30 June, 2008

Lago di Tovel

Filed under: Mountainbike — Giskard @ 18:01

Dieci giorni fa ero arrivato fino a Tuenno, oggi ho completato il giro fino al Lago di Tovel! Caricata (o meglio dire smontata …) la bici in auto, mi dirigo fino a Tuenno dove parcheggio qualche km dopo il paese, al centro sportivo. Sistemato tutto, faccio un paio di km in direzione Tuenno e subito prendo la strada per il Lago di Tovel.

Se volete farvi un idea, ecco le pendenze (non precise, ma indicative) della salita come le ho trovate sul sito salite.ch:

Si inizia subito con la breve discesa che porta all’altezza del Rio Tresenga che scende dal lago, per poi iniziare subito a salire. La giornata e’ molto bella e fresca, e l’inizio della salita e’ abbastanza tranquillo con pendenze pedalabili. Ma e’ piu’ a meno a meta’ che inizia la strada dura, praticamente subito dopo la localita’ “Il Capriolo”. Infatti compare un minaccioso cartello con pendenza 15%! Alcuni tratti sono durissimi e comunque e’ un bel tratto in forte pendenza fino a quando non si arriva fuori dal bosco all’altezza della grande frana che si vede sulla sinistra. Qui la strada perde un po’ pendenza, e si possono recuperare le forze.

La strada resta abbastanza pedalabile fino all’ultimo strappo di in prossimita’ del lago, dove un altro cartello 15% indica che sara’ ancora dura. Poco male, un po’ alla volta si arriva in cima e mi posso finalemente riposare in riva al lago. Come previsto arrivano le nubi pomeridiane a minacciar temporale, per cui indossata la mantellina antivento, mi fiondo in discesa. Lunghissima e bellissima, piu’ di 10 minuti. Infine risalgo fino a Tuenno e percorro gli ultimi km in salita fino alla macchina.

Come primo giro in “macchina”, cioe’ senza partire in bici da casa, l’ho trovato molto bello e rilassante. Ideale da fare con calma pensando che l’ufficio e’ lontano parecchi km ^__^

Ossequi,
Giskard

28 June, 2008

Valle dello Sporeggio

Filed under: Mountainbike — Giskard @ 16:01

Non so perche’ ancora mi stupisco di trovare strade sconosciute a pochi km da casa! Piu’ giro il Trentino e piu’ mi accorgo di conoscerlo poco. Sara’ che girando a piedi o in bici si hanno piu’ possibilita’ che non girando in auto o in moto, tante’ che ho acquistato un bel volume con diversi itinerari in mountainbike “dall’Adamello alla Marmolada” di Renato e Piercarlo Margoni. Prima uscita, la Valle dello Sporeggio. Meta’ della valle la conosco benissimo, dato che e’ la strada su cui faccio la maggior parte dell’allenamento in mtb, ma l’altro lato (quello sotto il Brenta) neanche sapevo che fosse percorribile!

Partenza da casa poco prima delle 9 e subito inizio la salita verso Spormaggiore. A dire il vero ero un po’ titubante, in quanto non stavo ancora benissimo dopo il massacrante giro in moto dell’altro ieri. Ma tanto, male che vada giro la bici e rientro in discesa. Infatti la salita fino a Spormaggiore mi sembra piu’ dura del solito, ma dopo una breve sosta alla fontana del paese, mi sento gia’ meglio e sono pronto per ripartire. Il libro indica come percorso una stradina al di sotto della statale fino a Castel Belfort. Proviamola. Il primo tratto e’ asfaltato e poi diventa uno sterrato molto sconnesso, e la pioggia del giorno prima ha reso il percorso molto fangoso. Poi un paio di rampe mi hanno costretto a spingere la bici a mano da quanto erano ripide. Riprendo la strada asfaltata poco prima del Castel Belfort, e mi raccomando di non percorre piu’ questo pezzo, ma solo la statale!

La salita prosegue al solito fino a Cavedago, dove faccio la sosta banana. Le gambe si sono riprese e girano ancora bene, per cui, poco dopo la Chiesa di San Tommaso svolto a destra e mi inerpico su per una carrozzabile. Alcuni tratti sono troppo pendenti per me, e dunque devo scendere a spingere. Dopo qualche chilometro arrivo al punto di non ritorno. Qui ci sono dei cartelli che indicano il percorso come Dolomiti di Brenta Bike, e il terreno diventa di nuovo sterrato e non molto bello (troppi sassi grossi in mezzo alla strada). Ok, proseguiamo, non potra’ essere troppo dura, no? Ben presto inizia la discesa (guardando in alto si vede il sentiero che sale verso la Malga Spora e mi accorgo che sto’ percorrendo la forestale che avevo visto l’anno scorso proprio da quel sentiero!), a tratti scorrevole a tratti molto dissestata. Proseguo fin quando non incontro il cartello “Discesa Pericolosa 20%”. Gulp, certe rampe in discesa!! Con molta cautela affronto le rampe con i freni tirati, e alla fine supero il dislivello senza troppi problemi.

Il percorso prosegue sempre in discesa, quasi mai pedalabile e sempre con i freni tirati, ma e’ molto bello da osservare con dei passaggi tra roccie e con caverne a qualche decina di metri di altezza. Si continua cosi’ fino alla localita’ “Le Seghe”, dove la strada torna ad essere asfaltata e si possono far riposare le mani stanche dal continuo lavoro sulle leve dei freni. Senza problemi si giunge a lambire Spormaggiore, ma subito si taglia in discesa verso l’abitato di Maurina. Splendida collocazione nella conca tra Spormaggiore e Sporminore che in effetti rende il posto molto isolato. Ora bisogna cercare la stradina che porta verso il basso sul ponte in legno per poi proseguire verso Maso Milano. Le strade qui sono mezze distrutte e con nessuna indicazione, ma una volta avvistato il ponte poco piu’ sotto, resta solo da decidere qual’e’ la strada migliore per raggiungerlo. La mia scelta forse non e’ stata la migliore, perche’ sul finale la strada diventava praticamente verticale e ho fatto fatica gia’ solo a rimanere in piedi tenendo la bici senza scivolare! Attraversato il ponte il piu’ e’ fatto, dato che la zona gia’ la conosco e scendo verso Maso Milano senza perdermi. Piccolo appunto per una delle donne piu’ belle mai viste che incontro quasi davanti al ristorante vicino al lago con le trote, che ricambia con piacere un breve sguardo intenso, castrato subito dalla presenza del (credo) marito e figlioletto. Ah, l’amur. Il giro finisce a Maso Milano e non mi resta altro che tornare a casa.

In definitiva un giro che merita. Farlo in senso inverso e’ impossibile (ho cercato di spiegarlo a dei turisti stranieri che ho incrociato durante la discesa delle rampe che gli aspettavano …), ma non ce ne’ veramente bisogno dato che gia’ cosi’ e’ molto bello. Nel libro viene descritto come “Itinerario di discreto impegno fisico, privo di difficolta’ tecniche degne di nota” … mi domando come saranno gli altri 45 itinerari. Mi tocchera’ scoprirlo ^__^

Ossequi,
Giskard

26 June, 2008

Passo Brocon e Passo Rolle

Filed under: Moto — Giskard @ 20:23

Finalmente dopo settimane di pioggia in cui non ho potuto farmi un bel giro in moto, quest’oggi, primo giorno di ferie (una decina di giorni), decido di farmi un bel giretto. La mattina mi sveglio un po’ stanco, ma decido di partire comunque. L’idea era di farsi il Passo Manghen e poi da Molina di Fiemme andare verso il Passo Rolle e rientrare dal Passo del Brocon (3 passi inediti per me). Peccato che quando arrivo a Castel Tesino trovo un cartello che la strada dopo il Manghen e’ chiusa causa caduta massi. Occorre subito un alternativa. Rapida occhiata alla cartina ed inverto il giro passando prima dal Brocon e poi dal Rolle, per poi rientrare dalla Val di Fiemme.

La salita al Passo del Brocon e’ tranquilla e tutto sommato bellina. In cima il panorama e’ molto bello e il caldo torrido lascia il posto ad una brezza piacevole. Piccola pausa e riparto in discesa verso Canal San Bovo dove incontro il torrente Vanoi. Devo ammettere che la zona non mi piace molto, per cui non mi fermo e proseguo verso il Primiero per poi risalire fino al Passo Rolle. Purtroppo inizio a non sentirmi molto bene: sara’ il caldo o la stanchezza o la fame, ma inizio a fare molta fatica a guidare, per cui mi devo fermare all’ombra a riposarmi. Di mangiare non me la sento proprio, per cui dopo un po’ di riposo riparto verso il Rolle. Non riesco a godermi molto il paesaggio, ma qui mi piace decisamente di piu’! Scollino velocemente e neanche mi fermo da quanto voglio tornare a casa. Spettacolare la discesa verso Paneveggio e Bellamonte attraverso la Val Travignolo! Anche distrutto riesco a godermi questo meraviglioso posto. Sicuramente da tornare in uno stato migliore. Riesco a fermarmi ad un supermercato a Predazzo a comprare qualcosa da mangiare e subito riparto verso casa.

In definitiva il tratto Val di Fiemme fino al Passo Rolle e’ veramente spettacolare. Da li in giu’ mi ha lasciato un po’ perplesso, e mi aspettavo molto di piu’.

Ossequi,
Giskard

21 June, 2008

Fino a Tuenno

Filed under: Mountainbike — Giskard @ 17:18

Ok, l’idea era di arrivare fino al Lago di Tovel, ma essendo il 3° giro in 4 giorni, forse era un po’ esagerata come meta, anche perche’ e’ la prima volta quest’anno che esco la mattina in bici con questo caldo (del resto e’ il primo giorno d’estate!). Partenza relativamente presto verso le 8:30, mi dirigo verso la Val di Non. Le opzioni sono molte, ma opto per salire da Sporminore e poi proseguire per le strade ai piedi del Brenta. La salita me la ricordavo un po’ piu’ facile, e il caldo si fa subito sentire, tanto che devo togliermi il casco per qualche minuto se no’ mi si frigge il cervello! Arrivo a Sporpiciol che sono gia’ bello cotto e arrostito (Dammit! Ho dimenticato la crema solare!), per cui mi fiondo sulla fontana a rinfrescarmi per bene. WOW, che buona quest’acqua!

Ripresomi un po’, accarezzo l’idea di dare forfait e tornare a casa, ma dato che la parte piu’ dura l’ho gia’ fatta, decido di proseguire … fin dove arrivo. I paesini si susseguono uno dietro l’altro (Lover, Campodenno, Termon, Cunevo, Flavon, Terres, Tuenno) ed ogni volta la strada che collega i paesi e’ sempre la stessa: si inizia con una discesa che costeggia la montagna fino al ponte che scavalca il torrente di turno, per poi reiniziare la salita fino al paese successivo. Il tutto non e’ male, anche perche’ sono strade poco trafficate e una leggere brezza attenua il caldo. Proseguo cosi’ fin quasi a Tuenno, dove so’ bene che per arrivare all’inizio della Valle di Tovel, bisogna prima salire a Tuenno, per poi ridiscendere fino all’altezza del torrente. Per cui, quando arrivo alla fine della discesa tra Terres e Tuenno, subito dopo il ponte addocchio una stradina che si inoltra verso la Val di Tovel. Quasi non ci credo. Potrebbe servire a tagliare tutto questo pezzo inutile! Allora mi inoltro per questa stradina (ci sono diverse indicazioni per dei tour in MTB), molto fiducioso, ma ben presto mi accorgo della fregatura! In alto vedo la strada che da Tuenno porta all’inizio della Val di Tovel, mentre io sotto mi addentro tra i meleti (ringrazio il contadino che mi ha lasciato passare senza irrorarmi!), fin quando arrivo ad un cancello di sbarramento. Sembra che ci sia qualche struttura tipo una piccola centrale idroelettrica o un sistema per il controllo delle acque, tant’e’ che non si puo’ proseguire, ed il sentiero si inerpica con delle rampe ripidissime fino alla strada di cui sopra. Spesso devo scendere e spingere la biga, e gia’ cosi’ faccio una fatica atroce (ma qualcuno riesce a pedalare su queste pendenze?). Arrivato in cima sono proprio stanco. Il cartello per il lago indica 10 Km, e ben 700 metri di dislivello. Probabilmente spremendomi per bene ce l’avrei anche fatta ad arrivare al lago, ma dato che tra qualche giorno sono in ferie, non voglio massacrarmi inutilmente ora, per cui mi fermo qui, anche perche’ ormai ho le braccia che friggono dal sole, e non voglio certo ustionarmi. Allora dopo un po’ di riposo con la seconda banana di giornata, riparto verso casa ripercorrendo lo stesso percorso dell’andata, ad esclusione delle rampe in cui ho spinto la bici, sostituite dalla strada normale che scende da Tuenno. Il rientro fino Sporminore, con i vari saliscendi, lo percorro tutto sommato abbastanza facilmente, dopodiche’ mi godo tutta la discesa fin quasi alla Rocchetta.

Alla fine giungo a casa stanco, ma non piu’ del solito e sicuramente non distrutto. Il dislivello tra la partenza e l’arrivo e’ di soli 403 metri, ma con tutti quei saliscendi tra un paese e l’altro sara’ stato molto di piu’. E’ meglio se mi compro un computer da bici con anche l’altimetro per calcolare il reale dislivello. Comunque un giro completo che e’ solo rimandato, o forse e’ meglio se inizio a caricarmi la bici in auto e partire per il Lago di Tovel direttamente da Tuenno, in modo da godermi solo la parte migliore, anche perche’ gia’ cosi’ sono 50km, ed andare fino al lago sarebbero stati piu’ di 70km, con oltre 1000 metri di dislivello. Fattibili, certo, ma non in mezza giornata.

Ossequi,
Giskard

19 June, 2008

Faedo – Masen

Filed under: Mountainbike — Giskard @ 22:30

Finalmente sembra che il tempo si stia stabilizzando, e dato che oggi mi sentivo bene, e che la giornata e’ lunghissima (siamo quasi al solstizio d’estate), ne approfitto per un bel giretto post-lavorativo. Questa volta l’idea e’ di fare il giro da Masen all’incontrario, quindi arrivato a Grumo, invece di proseguire per la ciclabile verso Sud, attraverso l’Adige per giungere a San Michele all’Adige. Da qui inizia la salita che porta a Faedo, e subito ci sono un paio di strappetti impegnativi. Tutto sommato proseguo senza troppi problemi (a parte il passaggio di qualche camion da cava di troppo …) e arrivo fino a Faedo. La salita e’ si’ ben dura, ma e’ anche molto continua e non arrivo “cotto” in cima. Rabboccato la borraccia ad una fontanella, proseguo per iniziare il tratto piu’ difficile: da Faedo alla Pineta. Il cartello con pendenza 18% non scherza, per cui riesco a fare la salita con un paio di strappi e molta fatica. Arrivati in cima, il piu’ e’ fatto, dato che ora si prosegue con qualche saliscendi fino a Masen. E’ bello che alle 19:30 ci siano ancora i raggi di sole ad illuminare la strada. Giunti a Masen inizia il discesone fino a Ville di Giovo. Qui, invece di scendere a Verla e poi a Lavis, taglio per i Serci, per poi buttarmi in picchiata fino a San Michele per poi tornare tranquillamente a casa.

Da questo lato il giro e’ piu’ corto, dato che posso tagliare il rientro, ma anche piu’ faticoso perche’ la salita fino alla Pineta di Faedo e’ piu’ impegnativa, ma alla fine risulta molto gratificante. Vedro’ di ripetermi prima o poi!

Ossequi,
Giskard

18 June, 2008

Re-sign them all!

Filed under: USA Sport — Giskard @ 10:43

Non mi sono mai appassionato alla postseason NHL come quest’anno. Continuo a seguire tutti gli sviluppi di trade-rumors-speculation su tutto cio’ che riguarda i Penguins. I giocatori da mettere sotto contratto sono parecchi, e i soldi da usare sotto il salary cap non sono infiniti, anzi.

Il 1° luglio molti giocatori saranno UFA/RFA, per cui non c’e’ molto tempo. Marc-Andre Fleury e’ certo di essere con noi anche l’anno prossimo grazie alla procedura di “arbitration”, ma il contratto va firmato, e per molti anni. Il nodo cruciale ora resta Marian Hossa. I rumors dicono che gli e’ stato offerto un contratto di 7 anni a 50 milioni di $, e dato che lui aveva affermato di poter accettare uno “sconto” alla Crosby per giocare in un team vincente, l’offerta potrebbe essere interessante, anche se e’ indubbio che come free agent potrebbe fare molti piu’ soldi, ma, parole sue, se voleva piu’ soldi, sarebbe restato ad Atlanta. Dalla sua scelta dipende il budget rimanente. I due grossi punti aperti rimanenti sono Ryan Malone e Brooks Orpik. Il primo sembra ormai certo che partira’, mentre il secondo potrebbe rimanere.

Altro discorso per le superstar Evgeni Malkin e Jordan Staal, entrambi RFA l’anno prossimo. Il primo ha affermato di non essere interessato ad un contratto faraonico alla Ovechkin ammazza squadra (124 milioni di $ per 13 anni!!!), ma sarebbe disposto ad un contratto alla Crosby, anche con un guadagno inferiore gia’ dopo il 1° luglio (prima non si puo’). Per Jordan invece, e’ da vedere se e’ interessato ad una estensione ora, o preferisce aspettare la fine della prossima stagione per vedere di “capitalizzare” un’ottima annata (o meno), anche se credo che come terzo centro e’ un po’ sprecato, e lo vedrei bene come ala.

Infine questo week end ci sara’ il Draft 2008, anche se noi abbiamo gia’ dato via i primi 3 round in varie trade.

Di grande utilita’, e’ l’ottimo sito nhlnumbers.com, dove per ogni squadra e’ disponibile l’elenco completo di tutto i giocatori e dei loro contratti. Poi ci sono le fonti ufficiali e i molti siti/forum di rumors. Insomma, un infinita’ di informazioni in tempo reale ^__^

Ossequi,
Giskard

5 June, 2008

Detroit si mette le ali

Filed under: USA Sport — Giskard @ 10:16

E’ finita. Due ali rosse si sono posate sulla Stanley Cup e l’hanno fatta volare fino a Detroit. Che incredibile serie, abbiamo cercato in tutti i modi di vincere, ma alla fine i Red Wings si sono dimostrati una squadra troppo compatta e molto piu’ preparata alla sfida.

  • Gara-1 e Gara-2: Il Ballo delle debuttanti
    Come era prevedibile, i primi due incontri di finale sono stati tutti in favore di Detroit, anche se il primo periodo di gara-1 aveva fatto ben sperare.
  • Gara-3: Homecoming
    La prima vittoria. Durissima e snervante nel finale con Detroit che nel terzo quarto bombarda (al solito) Fleury che resiste strenuamente.
  • Gara-4: A un passo dalla fine
    Eravamo anche partiti bene con un gol di Hossa, ma poi Detroit ha iniziato a martellare e si e’ portata a casa questa vittoria decisiva.
  • Gara-5: La maratona della disperazione
    Come e’ strano: mancavano 35 secondi a Detroit per vincere la Stanley ed invece c’e’ voluta un altra ora per portare la serie sul 2-3 ed andare a gara-6. Un monumento a Fleury.
  • Gara-6: The End
    Altro pazzo tentativo di non cedere. Sotto di 1-3 ad 87 secondi dalla fine, Hossa segna il 2-3 con Fleury in panchina. E a meno di 1 secondo dalla fine “Ozzy” Osgood salva tutto su un backhand di Crosby.

Non sono triste e dispiaciuto come l’incredibile sconfitta dei Mavericks 2 anni fa. Stavolta Detroit ci e’ stata superiore e ha meritato la Stanley Cup 2008. Ma noi abbiamo dato tutto cio’ che si poteva dare, e se pensiamo che 2 anni fa eravamo in fondo alla classifica, reduci da un salvataggio da una possibile bancarotta e un “franchise reallocation”, direi che e’ incredibile dove siamo arrivati.

Se poi ricordiamo che neanche Wayne Gretzky e’ riuscito a vincere la Stanley alla prima finale, cio’ dimostra quanto e’ difficile riuscirvi, ma anche che il futuro e’ li, per una squadra giovane come la nostra: i Pittsburgh Penguins.

Ossequi,
Giskard

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