Don’t trust the smiling penguin

20 November, 2007

Tenerife

Filed under: Mountainbike — Giskard @ 11:06

Una settimana intera a pedalare ad oltre 2000 mt. e’ un esperienza unica.

tenerife.jpg

13/11/2007 – Los Realejos -> Icod Alto -> La Corona 750mt.
Primo giro per esplorare un po’ la zona e verificare lo stato delle gambe. Vado un po’ a caso per il paese di Los Realejos cercando di trovare la strada che porta alla montagna che vedo alla mia destra, ma tra strade tutte in salita (o discesa), sensi unici continui e nessuna indicazione stradale, giro parecchio a vuoto, prima di trovare la strada che mi portera’ ad Icod Alto e poi a La Corona ad una quota di 750mt. Subito capisco che la zona bassa dell’isola e’ molto brutta, piena di case ovunque e strade tutte su’ o giu’. Ma gia’ pedalare al caldo fa tutto un altro effetto (un termometro segnava 30,5°, anche se in media saranno stati 26°-27°) rispetto alle gelate prese ultimamente sul Fausior.

14/11/2007 – El Portillo -> Teide -> Garachico
IL giro. Il vero motivo per qui sono qui, il Teide. Fare un dislivello di 2000mt. non se ne parla. Gia’ arrivare a 1000mt. per me e’ tanto, quindi il metodo migliore e’ recarsi alla stazione dei Guagua a Puerto de la Cruz, e caricare la MTB sul BUS turistico che ogni giorno alle 9:15 sale sul Teide. Fermata El Portillo. Da qui inizia un giro fantastico, dentro il cratere di questo splendido vulcano. La strada e molto bella e la temperatura gradevole, appena sotto i 20° direi (e siamo a 2000mt.!). L’aria e’ pulitissima, a parte qualche macchina di troppo che comunque non crea problemi. Passo la base del Teide, dove c’e’ la teleferica che sale quasi in cima, ma non sono qui per questo, per cui proseguo tra canion e monumenti rocciosi che ricordano un po’ il Gran Canyon. La fatica si fa sentire, anche per il poco ossigeno. Ma dopo aver macinato chilometri su chilometri, si arriva ad una splendida discesa, lunga e con una varieta’ di panormi unici. Incontro qualche problema, quando prendo le rampe che salgono ad Arguayo, ma con un po’ di pazienza e stringendo i denti, arrivo a Santiago del Teide. Altro sforzo per salire ad Erjos, ma da qui in poi sara’ solo discesa. Ma non e’ finita. Prima ci si tuffa attraverso una nuvola, e sotto si scende a Garachico su una strada a strapiombo sulla costa. Da qui riprendo la corriera che torna a Puerto de la Cruz. Piu’ di 8 ore in sella, ma per un giro cosi’ ne valeva la pena!

15/11/2007 – Santiago del Teide -> Masca -> Buenavista
Ero ben un po’ stanco dal giro sul Teide, ma dato che bisogna sfruttare per bene ogni giorno, decido di prendere il bus per tornare fino a Santiago del Teide da dove inizia la salita per Masca. La giornata e’ splendida e sebbene con fatica arrivo in cima alla salita. La visuale sul monte Teno e’ magnifica, e sotto si vede Masca raggiungibile con una discesa pazzesca. Arrivato al paesino, mi riposo un po’ a guardare la zona, che poi si riparte, stavolta per la strada in salita (in effetti Masca e’ in fondo ad una conca). Solo che quando sembra di essere arrivati in cima, la strada inizia a scendere per poi riprendere a salire. Mi ha fatto questo scherzo 3 volte. Ma alla fine, sono arrivato in cima, e da li e’ stata solo discesa fino a Buenavista. Ci sarebbe stata la costa da visitare fino al faro del Teno, ma ero proprio cotto. Ripreso il guagua sono ritornato in albergo a riposare.

16/11/2007 – El Portillo -> Los Realejos (via sterrato)
Giorno di riposo. O quasi. Vista la splendida giornata, bisogna comunque fare qualcosa anche di poco impegnativo, per cui decido di fare una bella discesa dal Teide fino a Los realejos. E allora vado alla guagua station di Puerto de la Cruz, e con il bus turistico salgo a El Portillo. Stavolta ci sono un paio di altri ciclisti che salgono, ma loro vedo che si buttano a capofitto per sterrati al limite della praticabilita’ (del resto erano vestiti come i piloti di motocross, con protezioni ovunque). Io invece faccio una discesa piu’ tranquilla. Inizio a scendere da El Portillo per un paio di km, quando sulla sinistra imbocco una strada sterrata con tanto di cartello per Los Realejos. Bene, la direzione e’ giusta. E la strada abbastanza percorribile, anche se sullo sterrato sono ancora abbastanza impacciato. Comunque 1000mt. di dislivello su sterrato sono una favola. E poi altri 1000 su asfalto per tornare in albergo senza neanche un metro di salita. Fatica poca (piu’ alle braccia), ma esperienza entusiasmante.

17/11/2007 – El Portillo -> La Esperanza -> El Sauzal
“Four season in one day” cantavano i Crowded House. E’ cio’ che ho vissuto oggi. Ma partiamo con ordine. Tanto per cambiare salgo a El Portillo (stavolta la corriera era strapiena di MTB), ma invece di prendere la strada per il Teide, prendo quella che va dal lato opposto. Molto piu’ tranquilla e meno di turisti, il panorama e’ molto bello. Pedalando pedalando, si arriva all’Osservatorio astronomico del Monte Teide, che purtroppo avevo gia’ verificato aveva sospeso le visite. Vabbe’ comunque e’ bello vederli anche dall’esterno questi splendidi telescopi. Poi si procede praticamente in costa al vulcano, con visuale dell’oceano sia a sinistra (col sole) che a destra (nuvoloni ovunque). Incredibile. E ben presto inizia una lunga discesa che scende fino a La Esperanza. Molto tranquilla e raramente si prende forte velocita’. Poi all’improvviso le nuvole che erano alla mia destra, me le trovo davanti, e ci finisco dentro in una atmosfera incredibile. Sembrava di stare in cima alla Roccapiana il primo gennaio scorso: non si vedeva nulla intorno. E un freddo cane (fortuna che avevo dietro il pile stavolta). E cosi’ com’era comparso, l’inverno sparisce e riappare una splendida primavera quando arrivo a La Esperanza. Qui devo decidere da che parte andare, e opto per Tacorone. La strada si inerpica un po’, ma poi inizia a ridiscendere. Arrivato in questo (brutto) posto, cerco la fermata dell’autobus, ma e’ abbastanza incasinato trovarla. Ne trovo una, ma l’autobus non arriva mai. Solo dopo 1 ora, ne arriva uno, ma e’ talmente piccolo che la bici non ci sta’. Incazzato come una iena, sfogo la rabbia facendo qualche km fino a El Sauzal in un atmosfera praticamente estiva. Qui riesco a trovare una fermata vicino all’autopista. E stavolta la bici ci stava, anche se ho dovuto smontare entrambe le ruote. Giornata faticosa (piu’ di 7 ore in bici), ma i posti visti oggi mi hanno fatto dimenticare le difficolta’ finali.

18/11/2007 – El Portillo -> Las Canadas -> Los Realejos (via sterrato)
Ultimo giorno. Che fare? Andare al mare non ci penso neanche, e allora andiamo a dare l’addio al Teide. Guagua per El Portillo. Stavolta c’erano MTB ovunque. Ho duvuto aspettare una seconda corriera!! Comunque una volta in cima, si sente che la giornata e’ piu’ fredda delle precedenti e tira anche un vento fastidioso. E allora faccio con calma qualche km sulla Canadas del Teide, scatto le ultime foto e poi ritorno indietro per la strada sterrata dell’altro giorno. Che dire, un gran finale per una grande settimana in MTB. Fisicamente sono veramente stanco, ma ne e’ valsa la pena.

Se volete farvi un idea di posti dove sono stato, vi suggerisco questo video che ha ispirato in gran parte il mio viaggio. Tra l’altro il video e’ di Leslie Brown, il ragazzo che mi ha noleggiato la Mountainbike attraverso il suo ottimo sito www.tenerife-training.net.

In quest’altro video (sempre di Leslie), si puo’ vedere proprio la corriera turistica che portava ad El Portillo su cui si poteva caricare facilmente la Mountainbike.

Ossequi,
Giskard

3 November, 2007

Monte Fausior

Filed under: Montagna — Giskard @ 18:26

A volte le escursioni piu’ belle ce le hai vicino a casa, e neanche lo sai! Visto il terzo giorno di fila con un cielo spettacolare, e dato che ho gia’ dato di moto e MTB, stavolta tocca ad una bella escursione: e allora via in macchina verso Fai, dove parcheggio al Santel e mi avvio per la forestale che sale al Monte Fausior. Molto bella e rilassante la strada, e arrivo facilmente alla Croce di Fai, da dove il panorama e’ veramente bello. Da qui proseguo con un altro escursionista con il quale faccio due chiacchiere, passando per i vari prati e baiti della zona (ho addocchiato anche il sentiero che porta alla Croce di Mezzolombardo, che pero’ tengo per un altra volta), e facilmente si ridiscende all’ingresso di Fai, e da li per il sentiero Ardito torno all’auto. Sicuramente da rifare quando si hanno solo poche ore per fare una piacevole passeggiata.

montefausior.jpg

Ossequi,
Giskard

Blog at WordPress.com.