Questa volta ho pianificato tutto nei minimi dettagli. Itinerario, mappa del luogo, spesa per il pranzo, sopralluogo in moto per verifica percorso e sveglia alle 6:00;destinazione Pian della Nana. Avevo letto di questa escursione sul sito girovagandointrentino.it, e me ne ero subito innamorato dalle foto. L’unico problema era raggiungerla! Infatti si trova abbastanza isolota nella parte Nord della catena del Brenta, e la strada piu’ comoda per raggiungerla e’ una forestale che parte da Cles e prosegue per quasi 20 km. Farla a piedi avrebbe compromesso i tempi dell’escursione, e allora l’unica soluzione, a malincuore, e’ stata di percorrere la forestale in auto.
Durante il sopralluogo in moto a Cles, avevo trovato con un po’ di fortuna l’inizio della strada, che per un breve pezzo iniziale e’ asfaltata, ma comunque piena di buche, per poi diventare sterrato dopo il Bar-Ristorante al Bersaglio (potete utilizzare le indicazioni per questo locale per trovare la strada). E allora via in macchina su’ e su’ per questa stradina piena di buche e pietrisco. Dovete avere molta pazienza per percorrere questa eterna forestale, perche’ le manovre sono infinite, e se avete un utilitaria come la mia, raramente andrete oltre la prima marcia. E in poco piu’ di un ora arrivo al Lago Dorigat a quota 1869 mt. dove parcheggio (piu’ avanti non si puo’ andare), anche se consiglio di parcheggiare al penultimo parcheggio, perche’ da li’ in poi’ ci sono un paio di “pontare” che mi hanno messo un po’ in difficolta’ e in apprensione, specialmente per il ritorno. E gia’ qui la visuale e’ splendida.

E allora zaino in spalla e via per il sentiero 336. Subito si gira a lato del Monte Peller e si inizia a scorgere le vette del Brenta, e capisco dove mi trovo appena vedo il Lago di Tovel sotto di me. Proseguo in direzione di Malga Tassulla, da dove si spalanca in tutto il suo splendore il Pian della Nana.

Firmo il libro al bivacco Guido Pinamonti e mi inoltro per la piana. Mi viene subito un colpo quando il silenzio viene rotto dallo squittio di una marmotta che mi guarda con aria sospetta. Da qui in poi sara’ un susseguirsi di marmotte che squittiscono felici per tutta la piana (me avro’ contate una ventina …).
La strada prosegue per lo piu’ in falso piano fino al Passo della Nana, dove il sentiero comincia ad arrampicarsi per il sentiero Costanzi fino ai piedi del Sasso Rosso. Avevo intenzione di aggirarlo, ma il sentiero era ancora coperto di neve, proprio sopra un dirupo, per cui ho lasciato perdere e mi sono fermato in cima alla valle a quota 2500 mt. circa proprio sotto Cima Nana. La vetta era solo qualche decina di metri di sopra, ma il sentiero saliva su per un dirupo con la Val di Sole a strapiombo su un lato. Non faceva per me.

Vista l’impossibilita’ a proseguire, mi fermo per il pranzo, quando sento arrivare i primi due esseri umani della giornata, che vanno decisi per il percorso sotto il Sasso Rosso che io avevo scartato. Sara’ che saranno stati piu’ esperti, sara’ che avranno avuto l’attrezzatura adeguata, ma loro sono passati via senza troppe difficolta’.
Dopo essermi accertato che fossero giunti in cima senza problemi, ritorno sui miei passi e ripercorro a ritroso lo stesso sentiero 336. La discesa e’ facile e veloce, e in poco tempo ritorno a Malga Tassulla dove avvisto altri esseri umani, escursionisti del sabato pomeriggio, anch’essi giunti in auto fino al laghetto sottostante.
L’escursione si conclude arrivato all’auto nel tempo di ore 6:43:13, una lunghezza di 18 km e un dislivello di 700 mt. circa. Ma non e’ ancora finita, dato che mi attende la dura forestale in discesa, e stavolta ci sara’ anche il problema del traffico, che all’andata non avevo avuto. Ma anche qui con sangue freddo e tanta pazienza supero il primo tratto molto impegnativo e proseguo fino a valle, tra pazzi che fanno motocross sulla strada a velocita’ folli e fuoristrada che sfrecciano senza problemi. Ma anche qui in poco piu’ di un ora sono a Cles, e da qui in poi la strada per casa sara’ molto piu’ semplice.
In conclusione e’ un escursione che definire bella e’ riduttiva. Uno spettacolo unico. Da rifare sicuramente, magari in inverno con le ciaspole. Ma voi statene alla larga. E’ un luogo ver veri solitari e amanti del silenzio.
Ossequi,
Giskard

