Don’t trust the smiling penguin

28 March, 2006

Gino Bartali

Filed under: TV — Giskard @ 20:13

Fino a ieri, per me Gino Bartali era un simpatico vecchietto che parlava in modo rauco, conosciuto durante i Giri d’Italia degli anni ‘90.
Ora, dopo l’ottima fiction di Rai1 Gino Bartali -L’Intramontabile-, ho conosciuto quest’uomo di un altro tempo, per quello che e’ stato e per quello che ha fatto.
Grazie Ginetaccio.

Non sono uno di quelli che la domenica restano chiusi in casa, dimenticano la moglie, la fidanzata o i figli (se hanno il torto di non essere tifosi) per poter vedere la partita di calcio e neppure di quelli che il lunedì lo trascorre a discutere dei risultati ottenuti o mancati dal suo atleta e dalla sua squadra del cuore, non sono un tifoso (uno sportivo sì), non ritengo nemmeno giusto investire così tanto in quel genere di comunicazione giornalistica, radiofonica e televisiva che riguarda più il tifo che lo sport, più le marche e gli sponsor che la sostanza dello sport, più la cornice che il quadro, scambiando il fumo per l’arrosto. E’ anche per queste ragioni che mi sono sentito così felice di poter raccontare un uomo, la sua vita, la sua anima, le sue vittorie e le sue sconfitte, un uomo assolutamente fuori dal comune per la sua grandezza spirituale e la sua disarmante semplicità, inscindibilmente legate alla sua eccellenza atletica e sportiva.

Quest’uomo di nome Gino Bartali mi ha affascinato in ogni momento della sua vita perchè è sempre riuscito a conservare la semplicità, la verità e la profonda spiritualità che gli hanno guadagnato il soprannome di ‘intramontabile’.

Ho avuto la fortuna, quando ero ragazzo, di assistere alle sue vittorie per averle ascoltate alla radio, ricordo i titoli dei giornali che lo esaltavano e lo caricaturavano con quel suo enorme naso, ricordo i suoi duelli con quell’avversario gigantesco che si chiamava Fausto Coppi e ricordo una delle sue frasi che lo identificano per sempre nei ricordi come un eterno brontolone: “l’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare….”
Ma ce n’è un’altra, di frase, meravigliosa ed eterna, quando Bartali riferendosi alla vita, al comportamento di molti, avidi e speculatori in ogni senso, ricordava con disarmante semplicità che : “l’ultimo vestito è senza tasche”.

Questo è il Bartali che noi abbiamo voluto raccontare e per farlo ci siamo documentati fino allo spasimo andando a leggere ogni più piccola cronaca, migliaia di pagine di giornali, rotocalchi, libri, memorie orali, testimonianze di chi lo ha conosciuto per aver condiviso con lui, corse, vittorie e sconfitte.

Ne è venuto fuori un uomo la cui vita è una vera e propria avventura in tutti i sensi, un’avventura umana completa di cui la bicicletta costituisce solo una parte.

Alberto Negrin

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Ossequi,
Giskard

22 March, 2006

Bastoncini da trekking

Filed under: Montagna — Giskard @ 18:34

Volevo soffermarmi sul mio ultimo acquisto per l’escursionismo in montagna: i bastoncini da trekking!
Dato i problemi alle ginocchia che mi attanagliano da diversi mesi, un modo per diminuire il carico sulle articolazioni inferiori, sono i famosi bastoncini da trekking, molto in voga ultimamente.
Infatti avevo notato che negli ultimi anni, gli escursionisti con bastoncini erano aumentati parecchio, ma non avevo mai pensato di provarli.

Allora la settimana scorsa ne ho preso un paio a 3 canne da Rigoni Sport di marca Ande, e li ho provati sabato nella salita delle Longhe; mi ci sono trovato subito bene, sia per aiutarsi nella salita, che per effettivamente togliere un po’ di peso dalle gambe. Inoltre li ho trovati molto comodi per riposarsi o come semplice appiglio, ma soprattutto in caso di brutti incontri sono un utile arma di difesa (vedi serpenti o qualche animale poco socievole).

Vi consiglio il seguente link, dove trovere molte informazioni a riguardo, specie sulla lunghezza da tenere sia durante la salita che la discesa:
http://www.benessere.com/viaggi/escursionismo/bastoncini.htm

bastoncini.jpg

Ossequi,
Giskard

18 March, 2006

Salita delle Longhe (Monte Mezzocorona)

Filed under: Montagna — Giskard @ 19:00

Terminata la laserterapia antalgica al ginocchio, ho deciso di testarlo subito con la prima escursione della stagione. Dato che quest’anno ho deciso di fare le cose per bene, son partito subito con un ascesa semplice tecnicamente, ma di indubbia difficolta’ fisica: la Salita delle Longhe (dislivello 650 metri).
Nonostante la giornata uggiosa e abbastanza fredda, parto direttamente da casa senz’auto, mi incammino verso localita’ Ischia di Mezzocorona (in pratica in zona laghetti dove inizia la ferrata per il Burrone Giovannelli) da dove parte la salita vera e propria.

iniziosalita.jpg

Si tratta di una salita decisamente ripida, in parte asfaltata, in parte in ciotolato, ed in piccoli punti sterrato. Come dicevo, se da un lato e’ una salita priva di insidie, dall’altra e’ di una pendenza enorme dove con fatica una 4×4 riesce a raggiungere la cima. Le leggende narrano di gare ciclistiche che salgono da qui, ma e’ davvero duro crederlo!

salitadellelonghe.jpg

Arrivato in cima alla salita (a quota 850 metri circa) trovo ancora della neve ghiacciata che mi rallenta un po’, ma in 10 minuti si raggiunge il Bait dei Manzi, da cui in mezz’ora di strada in falsopiano si raggiunge la zona Monte, dove c’e’ l’arrivo della funivia e le varie casette (inclusi due alberghi). Magari poterne acquistare una!

Ero quasi tentato di prendere la funivia per scendere, dato che non volevo spremermi troppo fin da subito, ma dato che il biglietto costava 4 euro, e io ne avevo solo 2 euro, il destino ha scelto per me, e allora discesa a piedi fin giu’ alla grotta, dal sentiero 501, e poi diretto a casa.
Totale casa-casa: 4 ore e 49 minuti.
Stato del ginocchio: OK! ^__^

Update
Sul sito di Girovagando in Trentino ho trovato questa bella piantina del monte, che fa intuire meglio il percorso che ho effettuato dalla la Salita delle Longhe, la traversata fino alla localita’ Monte e la successiva discesca dal Sentiero di Sant Antonio.

montemezzocorona.jpg

Ossequi,
Giskard

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